Meditazione e attacchi di panico

Una possibilità per stare bene

meditazione

Il cuore che batte all’impazzata.
Il formicolio leggero che dalle mani sale fino alla testa.
La sensazione che tutto il mondo stia girando e tu insieme a lui.
Cominci a guardarti intorno senza capire cosa stia succedendo, perché stia succedendo e perché proprio in quel momento.

“Perché proprio a me?”
cominci a pensare, e non trovi assolutamente alcun motivo per cui ti possa sentire in questo modo…

Ti è mai capitato?

L’attacco di panico si manifesta in vari modi, anche se generalmente la maggior parte delle persone che ne soffrono lamentano i sintomi descritti sopra, cosa più, cosa meno.

In quel momento tutto ciò che 5 secondi prima aveva un senso, non ne ha più:
ci sei solo tu e la tua paura che tu possa morire da un momento all’altro.

Non è un caso che se e quando ti è capitato un episodio del genere le persone intorno a te ti abbiano consigliato di respirare, e di respirare lentamente.

*inspira*… *espira*… *inspira*… *espira*… *inspira*…*espira*…

Ti senti già meglio, qualcosa dentro di te è cambiato, ti senti più rilassato, la testa leggera…
Non avere paura, non stai per svenire: stai MEDITANDO.

Che cos’è la meditazione?

Su vari dizionari si leggono diversi significati legati alla parola ‘meditazione’.

La Treccani, ad esempio, ci spiega che, in particolare, si tratta di:
“concentrazione della mente nella speculazione e contemplazione di verità religiose, o di problemi filosofici o morali”.

La vedo, quella piccola smorfia nata sul tuo volto, un misto tra “… non ho capito nulla” e “ma quindi è una religione?!”.

Rendiamola più semplice, ti va?

La meditazione non è altro che un momento in cui chi la pratica (altrimenti detto: la persona che decide di amarsi e trovare un po’ di tempo solo per sé) lo fa con lo scopo di tranquillizzare la mente ed arrivare ad avere una piena consapevolezza di sé, di ciò che la turba, di ciò che la fa stare meglio.

La nostra mente è un mondo in cui decidiamo, molto spesso, di nascondere dei sentimenti o delle sensazioni che ci fanno stare male.

Decidiamo di gettarli via, anche inconsciamente, perché crediamo che in questo modo non avremo mai più a che fare con loro.

Poi un giorno, mentre stai gustando il tuo piatto preferito, senza sapere perché cominci a stare male.

Capisci così, anche un po’ forzatamente, che le emozioni, i sentimenti, non vanno buttati via, ma vanno accolti, accettati.

Mi rendo conto che non è semplice, ecco perché decidere di praticare meditazione può essere una soluzione.

Concedendosi anche solo 10 minuti di pratica al giorno, si pone l’attenzione non solo sul nostro respiro, ma soprattutto sul tempo presente.
Il qui ed ora.

In questo modo, anche se ci viene in mente un pensiero negativo, riusciamo ad accoglierlo, a prenderne consapevolezza, e a lasciarlo andare dolcemente.
Questo ci permette di rimanere in contatto con noi stessi, nel tempo presente, ancora per un po’.

Benefici

I benefici sono visibili sia nell’immediato che a lungo termine.

Ti senti più rilassato, riesci a gestire con facilità le piccole e grandi sfide che la vita ti pone davanti.

Andando a lavorare su quelle emozioni che ti causano gli attacchi di panico.
Vedrai che più ti addentrerai nella pratica, prima scompariranno.

Ma non solo.
Riesci anche ad
innamorarti finalmente di te stesso e di tutte le piccole cose che ti circondano, materiali ed immateriali:
un tramonto, un caffè in solitaria al bar, ritrovarti con le persone che ami in un abbraccio.

Una volta un saggio disse: 

“Il segreto della salute fisica e mentale non sta nel lamentarsi del passato, né del preoccuparsi del futuro, ma nel vivere il momento presente con saggezza e serietà. La vita può avere luogo solo nel momento presente. Se lo perdiamo, perdiamo la vita
L’amore nel passato è solo memoria. Quello nel futuro è fantasia. Solo qui e ora possiamo amare veramente”.

Questo saggio non era uno qualunque, ma il Buddha in persona.

“E chi è questo qui?” ti chiederai.

Quando si parla di Buddha come personaggio storico e religioso, ci si riferisce a Siddharta Gautama, noto anche come Gautama Buddha o Buddha storico.
Egli era un monaco, un’asceta, e proveniva da una famiglia ricca.

Una volta cresciuto, si rese conto di quanta sofferenza esistesse nel mondo.

Decise così di rinunciare a tutte le ricchezze della famiglia, scappando di casa e dedicandosi alla meditazione.

In età adulta raggiunse quella che è chiamata ‘illuminazione perfetta’: il Nirvana.

Grazie alla meditazione riuscì ad arrivare a livelli di consapevolezza sempre più alti, decidendo da quel momento di dover diffondere questa sua conoscenza.

Ecco che, grazie a questo saggio vissuto nel periodo prima di Cristo, la meditazione è arrivata fino a noi.

Come praticare la meditazione?

I modi per praticare la meditazione sono diversi.

Generalmente, soprattutto per chi è alle prime armi, si preferisce seguire una meditazione guidata, che puoi trovare in diverse applicazioni.

Si consiglia di assumere una posizione comoda, magari seduti su di un tappetino oppure su una sedia o un divano.

Qualunque posizione si decida di prendere, l’importante è trovarsi a proprio agio, magari in una stanza tranquilla.

Se non hai un posto tranquillo dove poter praticare non preoccuparti: bastano un paio di cuffiette e affidarsi al proprio respiro.

In questo modo puoi lasciare fuori tutto il resto del mondo: ci sei solo tu ed il tuo respiro.

All’inizio non sarà semplice e non ci saranno dei risultati immediati nella tua sfida contro gli attacchi di panico.

Ma tu continua.

Continua nella pratica e torna ad ascoltarti nuovamente.

Vedrai che con pazienza e costanza, i tuoi attacchi diminuiranno.

Se così non fosse però, consigliamo sempre di rivolgersi a professionisti per un aiuto più forte e mirato al problema.

Buona meditazione!

 

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